Chi siamo

L’Associazione Il Collare d’oro è un gruppo formato da istruttori cinofili, operatori di canili, psicologi e semplici volontari con varie esperienze nel volontariato sociale, che intendono collaborare in maniera sinergica per supportare le famiglie nella fase di valutazione e scelta dell’animale da introdurre in casa sia in situazioni di normalità che in situazioni particolari (famiglie con individui non autonomi, con problemi cognitivi, motori o affetti da particolari disturbi e malattie).

Cosa facciamo

La missione dell’associazione è quella di affiancare le famiglie o i singoli individui nella scelta del cane sulla base di un’attenta valutazione che prende in considerazione vari fattori chiave tra cui:

  • il contesto in cui andrà a vivere il cane
  • l’ambiente familiare e la tipologia della casa
  • il numero e l’età dei componenti della famiglia e le loro peculiarità
  • la presenza di persone con handicap motori o cognitivi e le relative esigenze
  • il completo accordo tra tutti i componenti della famiglia sull’entrata in casa del nuovo componente

Una volta effettuata l’analisi preliminare l’associazione si occuperà di supportare la famiglia nell’individuazione di un animale con caratteristiche idonee. La scelta del cane verrà fatta presso allevamenti selezionati, o effettuando una selezione tra i cuccioli ricoverati in canili pubblici che supereranno test di idoneità.

Sarà compito dell’associazione fornire supporto logistico, sanitario e dare assistenza alla formazione del cane fino ai sei, sette mesi di età, tempo necessario all’introduzione di un cane alla vita in famiglia. Per i cani provenienti dai canili pubblici realizzeremo un percorso di rinserimento familiare di durata variabile in base alle caratteristiche del cane. Naturalmente l’Associazione Il Collare d’oro sarà sempre a completa disposizione per aiutare a risolvere tutte le piccole problematiche che potrebbero crearsi anche nelle fasi successive all’inserimento.

Il riconoscimento dei cani d’assistenza

Attualmente in Italia non esiste un riconoscimento dei cani d’assistenza e un ente che rilascia un lascia passare che permetta alle persone di portare sempre con sé il cane d’assistenza. L’Associazione il Collare d’oro intende  portare anche in Italia il riconoscimento dei cani d’assistenza certificati, requisito fondamentale affinché il cane d’assistenza possa svolgere il proprio ruolo in maniera adeguata.

Gianfranco Cancelli, fondatore dell’associazione

Gianfranco ha sempre amato prendersi cura dei suoi amici a quattro zampe. Sua madre racconta con piacere la grande passione del figlio nel leggere e rileggere il volume dell’enciclopedia dedicato agli animali. Anche la passione per gli sport cinofili non tarda a maturare, tanto è vero che grazie all’aiuto del padre falegname, costruisce dei rudimentali attrezzi di Agility, con cui si diverte a giocare con Marc, un incrocio di pastore tedesco certamente non si tratta di vere e proprie gare, ma almeno gli permettono di sognare i circuiti nazionali di Agility, di cui ha scoperto l’esistenza attraverso la lettura di riviste cinofile di cui è appassionato. Nel 2003 si arruola nell’esercito italiano, in qualità di infermiere per quadrupedi specializzato nella cura degli equini e dei cani, diventando il collaboratore dell’ufficiale veterinario. Si trasferisce a Milano. Vive in una casa in condivisione con altri ragazzi, dove è impossibile vivere con qualsiasi tipo di animale domestico, ma la sua passione è troppo forte, così nel 2008 decide di adottare un trovatello di Rieti di soli 45 giorni, Patouf un cucciolo di incrocio di pastore maremmano. Patouf non è proprio l’esempio del cucciolo dolce e affettuoso che ci si potrebbe immaginare: nonostante si presenti come una piccola palla di pelo dal muso piccolo e dolce, è decisamente aggressivo morde, ha serie difficoltà a socializzare con gli esseri umani, non è un cane sereno. Gianfranco decide di capire come risolvere i problemi del suo cane riportare Patouf in canile sarebbe stata una scelta troppo semplice, e codarda nonostante il carattere difficile del giovane cane, tra i due si è creato un legame forte, e Gianfranco sente doveroso aiutare il suo amico. Patouf ha solo pochi mesi quando viene iscritto al corso “Conduttore, Cane, Educato”, dove lui e Gianfranco imparano le prime regole d’oro per vivere in modo più sereno insieme. Da questo momento l’ascesa nel mondo della cinofilia per i due diventa una vera e propria passione comune, e Gianfranco grazie a Patouf consegue il diploma da “Educatore cinofilo”. Qualche anno dopo si aggiunge alla coppia Gianfranco-Patouf: la Jack Russell Mon Amie Petit detta Mimì, ceduta da una famiglia che non ha più possibilità di tenerla, con la quale Gianfranco si riavvicina all’Agility e inizia il percorso sportivo agonistico. Fin da subito c’è una grande sintonia tra i due: per caso o per destino, sono entrambi nati il 26 aprile, e dall’arrivo di Mimì non passa settimana in cui i due non si allenino in vista delle gare. L’obbiettivo per il 2015 è superare il terzo grado e ottenere il titolo di “Campione Italiano”. Inoltre, sempre grazie a Mimì, Gianfranco ha acquisito le competenze necessarie per divenire istruttore di agility presso la “Scuola Cinofila Balsamo”. Nel 2011 Gianfranco si trasferisce a Cambiago, paesino in provincia di Milano, circondato dalla campagna e dal verde ben presto quella che era una coppia, poi diventato un terzetto, diventa nel giro di pochi anni un quintetto, con l’arrivo di “Rome Star Elegant Lady” detta Romi e “Pebbles Von Teufelsjoch” detta Zea, due “Australian Cattle Dog”, anche loro adottate da situazioni difficili. Pure Romi e Zea sono impegnate nell’agility Romi lavora nell’ “agility-therapy”, disciplina in cui attraverso l’attività ludico-sportiva la persona, sia grande che piccola, sia disabile che non, acquisisce una maggiore consapevolezza del proprio corpo e una maggiore capacità di concentrazione, grazie anche al supporto emotivo del cane. Invece, Zea è in attesa del debutto nella sua prima gara: nel frattempo si allena ancora con percorsi adatti alla sua tenera età, in modo da non sforzare eccessivamente la corporatura.